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Un po’ di storia Si tratta di una sorta di “paese museificato”, ma fino a mezzo secolo fa era trafficatissimo, grazie alla felice collocazione geografica che lo poneva lungo la direttrice del traffico autoveicolare Nord-Sud (la Vecchia Statale 18) e lungo la tratta ferroviaria Sicignano-Lagonegro (poi soppressa). Il borgo nacque come Casale di Montesano sulla Marcellana e i documenti più antichi lo testimoniano, identificandolo con il nome di Casalnuovo di Cadossa quale feudo di S. Maria di Cadossa. Casalnuovo, come era chiamato fino al 1863 fu sicuramente fondato nel 915 d. C. dai profughi di Cesariana, città romana distrutta dai Saraceni. Situato in posizione dominante sulla valle del Calore, il paese subì varie traversie: fu distrutto una prima volta al tempo di re Manfredi e Carlo I D’Angiò. Nel XIV secolo subì due attacchi dagli abitanti di Tortorella. Accanto alla dipendenza ecclesiale, sul paese esercitarono il loro dominio i San Severino, i Cordona, i Cleps ed infine i De Stefano. Il paese, che si sviluppa e si concentra intorno al Castello Baronale e alla chiesa Madre, vide il suo massimo sviluppo nella seconda metà dell’Ottocento, mentre dagli anni ’50 del secolo scorso ha visto iniziare un rilevante esodo della popolazione, costretta a cercare altrove possibilità di lavoro.
Da non perdere Databile al XV secolo, il Castello Baronale fu residenza dei San Severino, dei Cardone e numerose altre famiglie nobili. La facciata principale ha un corpo centrale con ampio ingresso, affiancato a sinistra da una torre circolare con basamento a scarpa e a destra da una scala scoperta che introduce ad una serie di ambienti aggiunti all’edificio. Sulla loggia ad archi della grande sala che affaccia a levante è ancora visibile lo stemma in pietra della famiglia Papis. La chiesa madre dedicata a S.Maria delle Grazie risale al XII secolo ed è collocata nel cuore del centro antico. Sul portale troneggia lo stemma della Certosa di Padula. Custodisce un pregevole organo seicentesco ed è introdotta da un portale del 1528
Ambiente e natura I boschi che dominano l’antico abitato. Il più importante, la Cerreta Cognome, già di proprietà della Certosa di S.Lorenzo dal 1636, divenne con l’Unità d’Italia demanio forestale. E’ un bosco di cerro di 834 ettari, attualmente di proprietà della Regione Campania, viene gestito con la collaborazione del Corpo Forestale dello Stato. Ha un’area attrezzata ed al suo interno un vivaio. Può essere visitato facendone richiesta al Settore Tecnico Amministrativo Provinciale delle Foreste di Salerno (tel 089-253900). Da segnalare la presenza del sorbo selvatico e del corbezzolo. Vi vivono il lupo, la faina, il fagiano, il cinghiale, la quaglia, la volpe, il corvo imperiale, la salamandra pezzata. Il territorio comunale è ricco di sorgenti d’acqua. In più Casalbuono, che confina con Lagonegro, è a meno di mezz’ora di macchina dalla meravigliosa costa lucana di Maratea, raggiungibile attraverso la Statale Fondovalle del Noce.
Informazioni utili Comune Tel 0975-862025
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