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Pertosa

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Un pò di storia
Il nome Pertosa, deriva, molto probabilmente, dal dialetto arcaico "petrusu", con riferimento all'apertura della Grotta dell'Angelo.
I monaci Benedettini vi costruirono, intorno all'anno mille, la Chiesa di Santa Maria con annesso monastero. Furono i religiosi a contribuire allo sviluppo del paese, che godette di autonomia e benessere fino a quando, nella prima metà del XIV secolo, un violento terremoto uccise quasi tutti gli abitanti e rase al suolo l'intero paese: morti tutti i benedettini che vi risiedevano, i terreni e le proprietà dell'Abbazia furono concessi in enfiteusi ad abitanti di Caggiano ed Auletta. Solo due secoli dopo si avviò il processo di rinascita della cittadina: alcuni contadini vi si trasferirono stabilmente dai paesi vicini, mentre altri vi edificarono, per il clima mite di questo luogo, abitazioni per trascorrervi il periodo invernale. Verso la metà del 1600 i Benedettini ritornarono nel paese e vi ricostruirono il monastero, intorno al quale si sviluppò l'odierno abitato.

Attrattiva principale di Pertosa restano le Grotte dell’Angelo, il fenomeno carsico più rilevante non solo della catena montana degli Alburni, ma anche della Regione, la cui origine risale a circa35 milioni di anni fa. Reperti dimostrano che fin dall’età della pietra le grotte furono abitate e successivamente, sia i Greci che i Romani, utilizzarono il complesso speleologico come sede di culto, che fu poi dedicato dai cristiani a San Michele Arcangelo. Da non perdere
Attrattiva principale di Pertosa restano le Grotte dell’Angelo, il fenomeno carsico più rilevante non solo della catena montana degli Alburni, ma anche della Regione, la cui origine risale a circa35 milioni di anni fa. Reperti dimostrano che fin dall’età della pietra le grotte furono abitate e successivamente, sia i Greci che i Romani, utilizzarono il complesso speleologico come sede di culto, che fu poi dedicato dai cristiani a San Michele Arcangelo. L’accesso alle Grotte è rappresentato da un ampio androne, nel quale è collocato l’altare dedicato a San Michele. Un barcone permette di attraversare un corso d’acqua, che ha origine dalle acque sotterranee, e che prende il nome di Fiume Negro. Il sistema di grotte e cunicoli si articola in quattro rami principali, tre dei quali hanno una lunghezza di 2500 metri circa. Di più difficile accesso è il ramo meridionale per lo scorrimento violento delle acque. Molto pittoresco è il braccio della Sorgente, che può essere percorso fino al braccio Paradiso. Nel braccio delle Meraviglie le stalattiti e le stalagmiti appaiono in tutta la loro bellezza: tra varie forme assunte da queste particolari formazioni naturali è possibile scorgere figure quali l’Elefante e la Sfinge. La grotta ha termine con la Sala delle Spugne, ove si riscontra una particolare limpidezza delle formazioni calcaree: è una meravigliosa opera di intarsio naturale che affascina gli studiosi e i visitatori. Di notevole valore artistico e particolarmente suggestivo è il presepe che viene allestito nell’atrio d’ingresso: si tratta di una rappresentazione della natività ottenuta con pastori di ceramica, che indossano vestiti del ‘700 e ‘800 (tutti costumi dei paesi del Vallo di Diano) ricamati e cuciti da artigiani del luogo. Cornice alla rappresentazione sono il Lago d’ingresso e la splendida struttura della grotta.
Le visite, della durata di almeno un’ora, sono possibili nei seguenti orari: nel periodo 1° marzo – 31 ottobre (compresi) dalle 9 alle 19; nel periodo 1° novembre 28 febbraio dalle 9 alle 16. Il centro storico, nel cuore del quale si apre la bella piazza San Benedetto, ornata da una fontana arricchita da stalattiti e stalagmiti.
La Chiesa di Santa Maria delle Grazie che conserva due pregevoli dipinti: uno di autore ignoto, già custodito nel Monastero di San Benedetto fino al 1600, raffigura la SS.Concezione; l’altro del pittore Saverio Mottola, fu donato alla chiesa nel 1635 e raffigura la Madonna delle Grazie.

 Il paesaggio è reso suggestivo dalla spettacolare Cascata del Matematico che irrompe sul fiume Tanagro che dal Vallo di Diano riprende il suo corso nel territorio di Pertosa. La cascata, visibile dal ponte che in località Matematico attraversa il fiume, è alta circa 50m.Ambiente e natura
L’intero territorio di Pertosa è interessato da circa 40 ettari di bosco ceduo, di proprietà privata, nella zona montagnosa della catena degli Alburni: l’aera è attraversata dal fiume Tanagro, affluente del fiume Sele. Il paesaggio è reso suggestivo dalla spettacolare Cascata del Matematico che irrompe sul fiume Tanagro che dal Vallo di Diano riprende il suo corso nel territorio di Pertosa. La cascata, visibile dal ponte che in località Matematico attraversa il fiume, è alta circa 50m.


Informazioni utili

Comune Tel  0975-397028  0975-397067
Comitato Pro-Grotte dell’Angelo Tel  0975-397037

 

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