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Sant'Arsenio

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Sant'Arsenio. La Chiesa di Santa Maria Maggiore, o dell’Annunziata, più volte distrutta e ricostruita nel corso della sua storia: l’ultimo rifacimento risale al 1971; conserva tre grandi tele, tutte di Nicola Peccheneda, gruppi scultorei, affreschi, singole statue ed il "Crocifisso" ubicato dietro l'altare maggiore; rilevante, infine, la tela del XVI secolo raffigurante la "Madonna del Rosario ed i misteri", opera di ignoto artista napoletano.Un po' di storia
La fondazione esatta del paese resta incerta, anche se ci si può orientare verso l'Altomedioevo. Certa è la presenza di monaci italo -greci (VIII-IX sec.), che qui edificarono un loro "Cenobio" dedicato a Santa Sofia.
Soggetto allo Stato di Diano fino al XVI secolo, seguirà poi la sorte delle grandi famiglie fino a quella dei Calà. Dopo un 600 di fame e carestie, il 700 vide un incremento demografico, delle arti e dei mestieri ed arrecherà a Sant'Arsenio quel benessere sospirato. Si incrementa l'edilizia civile, così come testimoniano i numerosi palazzi gentilizi (baronale, D'Aromando, Cafaro, Mele, Costa, Florenzano) e quella religiosa, testimoniata dalle altrettante e numerose chiese e cappelle (chiesa parrocchiale Santa Maria Maggiore, S.S.Annunziata, San Rocco, San Sebastiano, SS Salvatore, San Vito, San Tommaso, Sant'Antonio, Santa Maria dei Martiri, San Leonardo, Santa Lucia e Maria S.S.del Carmine).
Nell'800, l'annessione al Regno d'Italia provocherà tumulti e ribellioni. Il terremoto del 16 dicembre 1857, infliggerà il colpo di grazia ad una realtà già di per sè povera, contribuendo così alla grave depressione economica e sociale. Tra 800 e 900 enormi masse di popolazioni emigreranno verso le sospirate ricchezze idealizzate nelle Americhe. Solo nel secondo dopoguerra, il paese ha potuto sperimentare il tanto atteso e sospirato benessere, sapendo rinnovare il suo volto provato dalle rughe della miseria e povertà.


Sant'Arsenio. La fondazione esatta del paese resta incerta, anche se ci si può orientare verso l'Altomedioevo. Certa è la presenza di monaci italo -greci (VIII-IX sec.), che qui edificarono un loro "Cenobio" dedicato a Santa Sofia.Da non perdere
Di particolare interresse artistico ed architettonico è il centro storico, costituito da una serie di Chiese e cappelle, come ad esempio quella del Carmine, di San Sebastiano, di San Rocco e di San Tommaso, che presentano interessanti portali di ingresso in pietra e sono databili tra il ‘600 e il ‘700, nonché da un complesso di antichi palazzi signorili.
Tra gli altri, si ricorda il Palazzo Cafaro che presenta il portone in pietra e la facciata con quattro busti in stucco databili intorno all’800.
La Chiesa di Santa Maria Maggiore, o dell’Annunziata, più volte distrutta e ricostruita nel corso della sua storia: l’ultimo rifacimento risale al 1971; conserva tre grandi tele, tutte di Nicola Peccheneda, che una volta decoravano il soffitto settecentesco; sono invece di Giacomo Colombo il gruppo scultoreo raffigurante l'"Annunciazione" del 1709 proveniente dalla chiesa dell'Annunziata, la statua raffiigurante S.Vito del 1706, i "busti di Sant'Arsenio e di S.Anna" nonché il "Crocifisso" ubicato dietro l'altare maggiore; rilevante, infine, la tela del XVI secolo raffigurante la "Madonna del Rosario ed i misteri", opera di ignoto artista napoletano.



Ambiente e natura

Il territorio è interessato, in prevalenza, da boschi cedui e di alto fusto per un'estensione di circa 313 ettari; le zone di montagna si presentano pressochè integre ed incontaminate. Il sito naturale di maggior interesse è il Monte Carmelo, facilmente accessibile mediante una strada asfaltata che conduce fino alla vetta della montagna ove è situato l'omonimo santuario. Da qui è possibile godere un panorama particolarmente suggestivo del Vallo di Diano.


Informazioni utili

Comune  Tel  0975-398033

 

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